La regina del punto

Gruppo teatrale Cronopios
Luci: Luca Lai
Produzione Bötti du Shcöggiu 2003

«La regina del punto» del gruppo Cronopios e prodotto dalla compagnia carlofortina Botti du schoggiu, è uno spettacolo che ruota intorno al concetto di memoria. La memoria è quella delle storie che Susanna Mannelli la regista, e Ciro Parodo il drammaturgo, hanno reinventato, dopo averle recuperate, da quel tessuto di miti che dentro l’isola tabarchina resistono ostinatamente, come le fiabe che si tramandavano di voce in voce nelle società legate ancora al lavoro della terra e ai cicli della natura. Storie di magia che parlano dei luoghi, che ne spiegano l’origine geografica, le simbologie. La memoria è anche nel progetto scenico che si rifà a un’idea di teatro che oggi forse è un po’ desueta, legata a una forte fisicità, da teatro gestuale, dei corpi e degli oggetti, ma che rivela un rigoroso lavoro di ricerca. La storia di Medea, la maga che vaga dentro un’isola piena di misteri, che danza ai confini fra cielo, mare e terra, dentro i suoi confini fisici e mentali, naturali e sopranaturali, è una storia che nasconde diverse anime. Teatro degli oggetti trovati e dei rami divelti, quelli buttati dalle mareggiate sulla battigia delle spiagge dopo le tempeste, ognuno con una sua storia, con un passato che rimane segreto chiuso in sé. Teatro degli attori, musicisti, clown astratti, trampolieri, acrobati sempre in bilico, maschere africaneggianti e tragiche, teatro delle marionette, delle figure smisurate, delle teste giganti di cartapesta. Intense invenzioni visive a cui non sempre corrisponde la forza della parola, del testo che troppo spiega, che troppo evoca, che troppo vuole accarezzare lo spettatore. La presenza (li un piccolo filmato di Francesco Angius, una soggettiva che entra nella storia e crea il piacevole effetto di confondere, dissolvendo il passato, i ricordi, le fotografie di un mondo scomparso, lascia una struggente malinconia. E’ uno spettacolo «La regina del punto» dove l’energia a volte contrasta tiri po’ troppo, con la dilatazione del tempo, vive di momenti frenetici, circensi, e di ritmi e suoni da teatro giapponese. Gli attori Grazia Dentoni, Angela Plaisant, Daniela Concas, Gabriele e Matteo Culurgioni formano un ensemble affiatato e disciplinato.
2003 (repliche a Carloforte, Quartu S. Elena, Montevecchio (CA) Festival “Cantieri teatrali”)

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